Arcobaleno su Palazzo Madama

Certo, si poteva fare giorni fa, si poteva evitare di spendere soldi pubblici per ascoltare gli interventi sconclusionati di alcuni, ma alla fine il ddl Cirinnà è stato approvato al Senato. Dovrebbe essere tutto in discesa, ora: Renzi ha pressoché potere totale sulla Camera, essendo quasi metà dei seggi nelle mani del Partito Democratico.

Il problema è sorto per il fatto che, per far sì che venisse approvato, è stato necessario rimuovere dal disegno di legge due parti importanti: la stepchild adoption e l’obbligo di fedeltà. E se la scomparsa della seconda è un puro tentativo di dileggio da parte degli “alleati” di Renzi (che burlone che sei, Alfano, anche se lo scherzo più divertente è il fatto che tu abbia potere decisionale con il 2% dei voti), il sistema dell’adozione del figliastro era un punto focale per il mondo LGBT, a cui sarebbe stato esteso.

In effetti, subito dopo il voto di fiducia la comunità arcobaleno si è infervorata contro il Governo, definendolo alternativamente un “colpo basso” o un “tradimento”. A mio parere, però, e finisco per ritrovarmi d’accordo con diversi personaggi al potere (cosa che, fra parentesi, mi turba un po’), questo è stato un grande passo. Certo, una vittoria con qualche perdita, ma una vittoria.

Si tratta di un cambiamento culturale di dimensioni storiche. Che in Italia è arrivato in ritardo, ma è arrivato. Il primo gradino di una scala di diritti che, a poco a poco, arriveranno anche per quelli che, fino a prima del ddl, erano in toto cittadini di serie C. Si è passati in serie B: è comunque un miglioramento.

Tuttavia, ciò che è successo va ben oltre la garanzia di diritti imprescindibili per tutti i cittadini del paese. È un’evoluzione sociale, è un passo avanti: è la fine di un bigottismo e di un cieco obbedire a Santa Romana Chiesa che ha caratterizzato l’Italia per troppo tempo.

Hanno, sicuramente, aiutato le recenti dichiarazioni del Pontefice a riguardo. Di nuovo su un aereo – che prenda meglio la linea con il Paradiso? – ha dichiarato che, pur non essendo d’accordo (e insomma, è il Papa, ne passerà di acqua sotto i ponti prima di vederlo in tunica rosa al Gay Pride), non si intrometterà nelle faccende dello Stato. Lanciando, nemmeno troppo implicitamente, una frecciatina a Bagnasco e ai suoi ordini lanciati al Parlamento. Libera Chiesa in libero Stato, come sarebbe dovuto essere da tempo.

Un arcobaleno splende su Palazzo Madama. I colori sono un po’ sbiaditi, ma sono sufficienti ad annunciare la Buona Novella – mi si perdoni il sarcasmo –: qualcosa è cambiato. Non una rivoluzione, perché la società non va avanti per salti, ma per piccoli passi. E per ogni figura che griderà dal suo pulpito che è necessario rimanere fedeli alle tradizioni, altrettante voci replicheranno con forza, rivendicheranno il valore più nobile che possa esistere: la libertà di essere sé stessi.

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